I giorni del Creatore

Leggende regionali - Valle d’Aosta

Quando il Signore Iddio vide che la terra che aveva creato era pronta per ricevere il seme, chiamò attorno a sé gli angeli della sua Corte.

«Volerete su ogni regione del mondo, e dovunque vedrete terreno disposto a riceverla, getterete la semente più adatta per nascere gli alberi, i fiori, le erbe che renderanno bella la terra».

Gli angeli ubbidienti, dispiegate le ali, passarono a volo su pianure, colline e montagne, da per tutto spargendo a piene mani i semi sul terreno ancor nudo.

Sopra la Valle d’Aosta giunsero nel pieno mezzogiorno, quando il sole splendeva più forte sui ghiacci immacolati delle vette. Abbagliati dal riverbero accecante, i celesti seminatori non scorsero neppure la vallata che la cerchia dei monti racchiudeva; e passarono oltre.

Ma nulla mai sfugge al vigile occhio di Dio; e quando gli angeli, ritornati in Cielo, annunciano di avere adempiuto il compito che era stato loro affidato, il Creatore indicò loro quell’angolo dimenticato e spoglio, scuotendo insoddisfatto la gran barba bianca.

«Signore, Signore, rimedio subito!» assicurarono gli angeli, ansiosi di accontentarlo.

Ma di seme nei magazzini del cielo non ce n’era più.

«Frugate nelle tasche a cercare i granelli che vi sono sfuggiti durante la semina.» solleticò il Padre Eterno «Ogni parte della terra deve avere i suoi fiori».

Cherubini, Troni e Serafini, rovesciando le tasche, misero assieme qualche pugnetto di semi.

«Non bastano» disse il Signore.

E gli angeli cercarono ancora: riversarono i risvolti delle maniche e trovarono un altro po’ di semenza.

«È poca» dichiarò l’Eterno.

Ispezionarono allora le piaghe delle vesti ed anche di lì vennero fuori dei grani. Ma solo quand’ebbero rintracciato anche quelli rimasti tra le penne delle loro ali, il Creatore disse che ne avevano trovati a sufficienza, per rimediare alla dimenticanza. Il sacco che ne riempirono era tanto pesante che faticarono a sollevarlo in due: e via a volo, seguiti dall’occhio di Dio, verso la valle nascosta tra i ghiacci.

Cosparsero di semente, a piene mani, il suolo spoglio e, prima di far ritorno al Cielo, rivoltarono il sacco e lo scossero, per non lasciarvi neppure un granello.

Per questo la Valle d’Aosta è così ricca di piante ed erbe di ogni specie, e fiori multicolori la costellano, dalle rive della Dora su su, lungo i fianchi dei monti, sino al bordo pietroso dei ghiacciai.

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